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Città e Famiglia

Estratto da pagina 25 di ARENA del 09-02-2016
UNIONI CIVILI/5

Lettere – Quelli non sono studi scientifici

Riteniamo necessarie alcune considerazioni con riferimento all’articolo su L’Arena del 5 febbraio sul tema «Bambini e adozioni omosessuali», nel quale si afferma categoricamente che tra i bambini cresciuti in famiglia eterosessuale o omogenitoriale «non c’è diversità nella crescita», come conclusione degli interventi del pediatra Chiamenti, del neuropsichiatra infantile Pajno Ferrara e del direttore del dipartimento materno-infantile dell’Ulss 20 Cinquetti.
A sostegno si cita uno studio dell’Università di Melbourne, secondo cui «i figli di genitori dello stesso sesso avrebbero addirittura un maggiore stato di salute e benessere rispetto alla media dei loro coetanei».
Al riguardo precisiamo che questo studio è stato ritenuto, da analisti della ricerca e autorevoli esperti, non scientificamente valido. Infatti, tra le numerose irregolarità, lo studio analizza un campione molto ridotto: solo 500 bambini rispetto a due campioni di controllo di lOmila.
Quelli non sono studi scientifici bambini con genitori eterosessuali. Inoltre il campione è di convenienza e non casuale, e perciò non rappresentativo della popolazione : gli stessi autori ammettono che lo studio è affetto da una distorsione determinata dall’autoselezione del campione e dal fatto che le valutazioni non erano di terzi ma dei genitori stessi.
Ciò è contro il metodo scientifico, ed è grave che tale studio venga presentato come ricerca scientifica; purtroppo molti studi sui figli di coppie omosessuali presentati alla pubblica opinione come scientifici sono inficiati da errori e distorsioni. Si ritiene poi doveroso sottolineare che tutti i bambini nascono da un genitore maschio e da un genitore femmina, e pertanto questo, e non altri, è l’ambiente naturale in cui si colloca il loro sviluppo fisiologico.
Oggi in Italia secondo l’Istat, sono 529 le coppie omosessuali con figli di uno dei due partner, di cui la gran parte nati da relazioni eterosessuali precedenti.
In aggiunta, vi sono circa 2mila bambini dichiarati adottabili, a fronte di oltre 30mila famiglie eterosessuali disposte ad accoglierli: è proprio necessario ricorrere alle coppie omosessuali?
Infine, a fronte di una scarsità di dati analitici dichiarata dagli stessi intervistati, e considerando che si tratta dello sviluppo equilibrato di bambini, non si comprende come chi deve prendersene cura non applichi il principio di precauzione, garantendo loro l’ambiente familiare naturale costituito da una mamma e un papa, che è senza dubbio alcuno l’ambiente più vantaggioso e ineludibile per l’armonico sviluppo della personalità del bimbo.
Massimo Gandolfini PSICHIATRA, PRESIDENTE DEL COMITATO DIFENDIAMO I NOSTRI FIGLI
Francesco Domaschio PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE CITTÀ E FAMIGLIA VERONA
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